
Si è chiusa a Roma la prima edizione de L’Italia dei liberali
Si è chiusa sabato sera alla Sala Luigi Einaudi di Confedilizia la prima edizione de L’Italia dei liberali. In due giorni sono intervenuti 45 tra relatori e moderatori: docenti universitari, giornalisti, parlamentari ed ex ministri, chiamati a confrontarsi sul passato, il presente e il futuro del liberalismo italiano.
Venerdì, dopo i saluti di Giorgio Spaziani Testa e la lectio brevis di Luigi Tivelli, il dialogo con Daniele Capezzone ha aperto i lavori. Il primo panel ha ripercorso il ruolo dei liberali dall’Unificazione a oggi; poi Giuseppe Benedetto ha presentato il suo «Liberale predicare inutilmente» e la giornata si è chiusa sulla domanda che dà il titolo all’iniziativa: dove andranno i liberali, verso il 2027?
Sabato la riflessione si è allargata: l’eredità di Dario Antiseri, il rapporto fra liberali e conservatori, la tenuta della democrazia liberale, il confronto fra Margaret Thatcher e Giorgia Meloni, il futuro del legame transatlantico e il ruolo dell’Europa con Rocco Buttiglione, Gianfranco Fini e Davide Giacalone, la lectio dell’economista Mario Baldassarri e, in chiusura, le riforme liberali per un’Italia moderna.
Le foto delle due giornate e l’elenco di chi ha preso la parola, con il ruolo di ciascuno, sono nella pagina dell’evento. Il percorso continua: l’idea è farne un appuntamento fisso, ogni anno, affiancato da incontri durante l’anno.