Il 10 e 11 aprile a Roma la prima edizione de L’Italia dei liberali
Venerdì 10 e sabato 11 aprile la Sala Luigi Einaudi di Confedilizia, in via Borgognona 47 a Roma, ospita la prima edizione de L’Italia dei liberali, dal titolo «Verso il 2027». Due giorni di confronto aperto fra studiosi, giornalisti e protagonisti della vita pubblica sul passato, il presente e il futuro del liberalismo italiano.
L’iniziativa nasce da Federico Bini, giornalista ed editore di Straborghese Edizioni, la casa editrice fondata nel 2024 nel segno di Sergio Ricossa, insieme all’Academy di Politica e Cultura Giovanni Spadolini presieduta da Luigi Tivelli, con il sostegno di Confedilizia, Critica e Libertà, L’Opinione e Onda – Agenzia di Comunicazione. L’idea di fondo: il pensiero e il metodo liberale sono lo strumento più adatto per affrontare le sfide di oggi e vanno riportati al centro del dibattito pubblico, senza recinti ideologici.
Il programma
Si comincia venerdì alle 16 con i saluti di Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, la lectio brevis di Luigi Tivelli e il dialogo fra Federico Bini e Daniele Capezzone, direttore de «Il Tempo». Seguono il panel sul ruolo dei liberali in Italia dall’Unificazione a oggi, la presentazione del libro di Giuseppe Benedetto «Liberale predicare inutilmente» e il confronto su dove andranno i liberali da qui al 2027.
Sabato, dalle 10.15, sei panel: l’attualità di Dario Antiseri, affinità e divergenze fra liberali e conservatori, la democrazia liberale fra crisi e rilancio, Margaret Thatcher come possibile esempio per Giorgia Meloni, il futuro del rapporto transatlantico e il ruolo dell’Unione europea, le riforme liberali per un’Italia moderna. In mezzo, la lectio brevis dell’economista Mario Baldassarri; chiude la relazione finale di Federico Bini.
L’ingresso è libero, con prenotazione gradita. Il programma completo, con tutti i relatori, è nella pagina dell’evento.
Perché «Verso il 2027»
L’orizzonte del 2027 è il tempo per preparare proposte su riforme, economia e istituzioni, in un mondo che cambia fra geopolitica e tecnologia. L’obiettivo è un Paese meno corporativo e più meritocratico, che faccia della libertà individuale il motore della crescita, e un appuntamento che torni ogni anno a fare il punto sull’Italia, affiancato da incontri durante l’anno.